L’Universo a 43 dimensioni di Antonino Zichichi: la teoria sottovalutata torna a far discutere gli scienziati

Diversi anni fa, Antonino Zichichi teorizzò l’Universo a 43 dimensioni: a pochi giorni dalla sua morte, se ne torna a discutere.

Dopo la morte di Antonino Zichichi, una delle figure più controverse e visionarie della fisica teorica italiana, venuto a mancare lo scorso 9 febbraio, a Losanna, in Svizzera, all’età di 96 anni, il mondo scientifico è tornato a discutere di una delle sue idee più ambiziose: l’esistenza di un “Supermondo” strutturato in 43 dimensioni. Il fisico italiano, il cui nome è legato ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso, aveva parlato di tale ipotesi in un articolo pubblicato sul quotidiano Il Giornale, nel 2019.

Antonino Zichichi in un intervento pubblico
L’Universo a 43 dimensioni di Antonino Zichichi: la teoria sottovalutata torna a far discutere gli scienziati (AstrofiliCesena.it)

Un’ipotesi – quella dello scienziato di origini siciliane – che per anni è rimasta ai margini del dibattito dominante, ma che oggi viene riletta con nuova attenzione alla luce del suo lascito intellettuale. D’altra parte, Antonino Zichichi è stato anche un divulgatore scientifico tra i più amati dai media e dal pubblico, per cui quelle che sono state le sue teorie, di fatto, giustamente tornano oggi al centro del dibattito pubblico.

Cos’è l’Universo a 43 dimensioni della teoria di Antonino Zichichi

Secondo Zichichi, la fisica moderna avrebbe già indizi sufficienti per immaginare un livello della realtà più profondo di quello che percepiamo. Lo chiamava Supermondo: non un luogo lontano nello spazio, ma una dimensione nascosta dentro la materia stessa, a scale più piccole dell’atomo e persino dei protoni e neutroni. In questo livello invisibile esisterebbero 43 dimensioni complessive: undici legate ai bosoni e trentadue ai fermioni, cioè le particelle fondamentali che compongono l’universo.

un vecchio intervento tv di Zichichi
Cos’è l’Universo a 43 dimensioni della teoria di Antonino Zichichi (AstrofiliCesena.it)

Una struttura che andrebbe oltre le quattro dimensioni che conosciamo – tre dello spazio e una del tempo – e che non possiamo immaginare con l’intuizione, ma solo descrivere attraverso la matematica. Per spiegare questo Supermondo, Zichichi partiva da tre grandezze fondamentali della natura: la velocità della luce, la costante di Planck e la costante di gravità di Newton. La prima rappresenta il limite massimo di velocità possibile; la seconda indica che l’energia non è continua ma fatta di quantità minime; la terza regola la forza di gravità, quella che tiene uniti pianeti, stelle e galassie.

Perché è importante la teoria di Zichichi

Combinando queste tre basi si ottengono misure estreme: distanze incredibilmente piccole, tempi quasi impensabili ed energie altissime. È proprio in queste condizioni che, secondo il fisico, si collocherebbe il Supermondo. Per Zichichi non si trattava di una semplice costruzione teorica, ma di un possibile passo verso uno dei grandi obiettivi della fisica: unificare tutte le forze della natura.

Antonino Zichichi partecipa a una trasmissione Rai
Perché è importante la teoria di Zichichi (AstrofiliCesena.it)

Oggi sappiamo che esistono quattro forze fondamentali – gravità, elettromagnetismo e le due forze nucleari – ma non esiste ancora una teoria capace di spiegarle tutte insieme in modo coerente. L’idea delle 43 dimensioni, nella sua visione, poteva offrire quel collegamento mancante. Le forze che oggi appaiono diverse potrebbero avere un’unica origine più profonda, nascosta in una struttura della realtà che non vediamo direttamente.

È per questo che, dopo la sua morte, il dibattito si è riaperto, anche se la sua proposta resta controversa e non tutti gli scienziati la condividono. Ma il tentativo di guardare oltre i limiti delle teorie attuali continua a far discutere, in quant se davvero esistesse un livello così complesso dentro la materia di cui siamo fatti, significherebbe che l’universo è molto più articolato di quanto abbiamo sempre immaginato.

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