Uno scatto che ha fatto il giro del mondo è quello del cosiddetto red sprite, fulmine che dalle nuvole non finisce verso la Terra, ma vola verso lo Spazio.
Guardare un temporale, sapendo che sopra le nubi si nasconde un mondo di luci che si muovono verso lo spazio, non avrà più lo stesso senso, dopo che avrete letto questo articolo: il motivo risiede nel fatto che anche nei fenomeni più familiari, la natura riesce ancora a sorprenderci. Non tutti i fulmini scendono verso la Terra: alcuni, molto più rari e spettacolari, fanno esattamente il contrario, ovvero partono dalla sommità delle nubi temporalesche e si lanciano verso lo spazio.

In questo modo creano uno degli spettacoli più affascinanti e meno conosciuti dell’atmosfera terrestre, ovvero quello delle red sprite, dove il secondo termine non indica un folletto, come nella traduzione letterale, ma è l’acronimo di Perturbazioni Stratosferiche Risultanti da Intensa Elettrificazione di Temporali, in inglese Stratospheric Perturbations Resulting from Intense Thunderstorm Electrification.
La foto del fulmine “al contrario” che sta facendo il giro del mondo
Questi fenomeni fanno parte dei cosiddetti Transient Luminous Events (TLE), che sono eventi luminosi che si verificano negli strati più alti dell’atmosfera durante temporali particolarmente intensi. A differenza dei fulmini tradizionali, gli sprite non sono visibili da Terra nella totalità dei casi e compaiono a circa 80 chilometri di altezza, durando poi solo una frazione di secondo. Sono molto simili a un altro fenomeno assolutamente raro da immortalare, i gigantic jets.

Uno di questi fulmini “al contrario” è stato immortalato dall’astronauta Nichole Ayers, che il 3 luglio 2025, osservando la Terra dalla Stazione Spaziale Internazionale, è riuscita a catturare il fenomeno rarissimo in una fotografia che è stata successivamente diffusa dalla NASA e quindi ha fatto il giro del mondo. Ciò che rende lo scatto dell’astronauta ancora più straordinario è la dimensione e la forma del fenomeno.
Come si può fotografare un giant sprite o gigantic jet?
Ci troviamo infatti di fronte a un cosiddetto “giant sprite” o appunto in altre occasioni chiamato gigantic jet, che appare come una gigantesca medusa luminosa, con ramificazioni rosse che si estendono verso l’alto, generate dall’interazione tra scariche elettriche e gas presenti nell’atmosfera. Gli astronauti in orbita hanno una posizione privilegiata per osservare questi eventi: al di sopra delle nuvole e lontani dall’inquinamento luminoso, possono cogliere dettagli che da Terra sfuggono completamente.

Insomma, se ancora tu te lo stessi chiedendo, non riuscirai mai a immortalare qualcosa del genere dalla Terra ed è proprio per questa ragione che immagini come quella catturata da Ayers sono considerate preziose per la ricerca scientifica, perché aiutano a comprendere meglio il legame tra temporali e fenomeni elettrici nell’alta atmosfera. Nonostante siano studiati da decenni, gli sprite restano in gran parte un enigma e non è chiaro perché solo alcune scariche riescano a generare questi spettacoli di luce.





