Ben prima dell’arrivo dei Romani ad Aosta era stato edificato un santuario astronomico con una tecnologia inspiegabile per l’epoca

Ad Aosta potrai ammirare coi tuoi occhi un ritrovamento celestiale e dal forte potere visivo: ancor prima che i Romani arrivassero, questo santuario sorgeva per ettari!

monumento romano
Ben prima dell’arrivo dei Romani ad Aosta era stato edificato un santuario astronomico con una tecnologia inspiegabile per l’epoca – astrofilicesena.it

Anche se oggi non faremo una vera e propria lezione di storia, dobbiamo arrivare in un periodo ben prima dei romani: qui sorgeva un qualcosa di unico e straordinario, dall’architettura già per quell’epoca ben definita, un santuario culturale legato a rituali agrari, ma non solo. In quest’area di circa un ettaro, dal V al II millennio A.C. si svolgevano diverse funzioni religiose, rituali dedicati alla terra, ma anche funerali e richieste agli dei. Questo enorme amplesso conferma quindi una civiltà ben organizzata ancor prima dell’arrivo delle legioni romane e ce lo conferma proprio l’Area megalitica del Saint-Martin-de-Corléans.

Che cos’è la ‘Roma delle Alpi’

Conosciuta come la ‘Roma delle Alpi’, l’Area Megalitica di Saint-Martin-de-Corléans ad Aosta non è solo un sito archeologico, ma un viaggio nel tempo che copre quasi sei millenni. Situato nel quartiere occidentale di Aosta, il sito è stato scoperto quasi per caso nel 1969 durante i lavori di scavo per la costruzione di alcuni condomini. Ciò che è emerso ha riscritto la storia della regione: una vasta area sacra utilizzata ininterrottamente dal Neolitico fino all’Età del Ferro.

Al suo interno troviamo le arature sacre, ovvero dei gesti simbolici di solchi di aratri dedicati alla consacrazione del terreno, ma anche i pozzi rituali, veri buchi profondi nel terreno dove vi erano ‘nascosti’ cereali, macine, resti di carni, in offerta agli dei e in un legame profondo ai cicli della terra. Ma ciò che le scoperte fecero sgranare gli occhi a tutti gli archeologi sono le stele antropomorfe.

Cosa sono le stele antropomorfe: una tecnologia inspiegabile

Il mistero principale risiede nella lavorazione delle Grandi Stele Antropomorfe. Queste enormi lastre di pietra non sono semplici sassi scolpiti, ma presentano caratteristiche tecniche sorprendenti:

resti siti roma alpi
Cosa sono le stele antropomorfe: una tecnologia inspiegabile (Foto regione.vda.it) – astrofilicesena.it
  • Levigatura a specchio: molte superfici sono state rese perfettamente piane e lisce utilizzando solo percussori in pietra e abrasivi naturali. La precisione della planarità è tale da rendere difficile immaginare come venisse controllata senza strumenti di misura moderni.
  • Incisioni a bassorilievo: i dettagli delle armi e dei gioielli (pendenti a doppia spirale, archi, cinture) hanno una pulizia del tratto che suggerisce l’uso di strumenti molto più duri e precisi di quanto ipotizzato per l’Età del Rame.
  • Il taglio dei blocchi: estrarre e trasportare blocchi di tonnellate, garantendo angoli e incastri precisi per i dolmen sovrastanti, richiedeva una conoscenza della statica e della meccanica dei pesi estremamente avanzata.

Gli studiosi inoltri hanno confermato che la posizione delle stele non è affatto a caso: queste mirano a punti celesti specifici dove sorge e tramonta il sole durante i Solstizi, mentre altre stele sono prettamente legate alle fasi lunarie fungendo da calendario agricolo. Insomma una scoperta incredibile!

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