Con la riforma del condominio, scattano nuove leggi e normative diverse rispetto a quelle precedenti tra cui i 500 euro di detrazione dell’amministratore: come funzionerà? Ecco i dettagli.
Non è di molto tempo fa la notizia riguardante la riforma sui condomini e sugli amministratori condominiali, che scatenò non pochi dubbi e soprattutto ‘proteste‘ circa la rivoluzione sulle leggi condominiali. Non erano state toccate sinora per oltre dieci anni, fin quando il legislatore propose normative molto più serrate. Tra le principali rivoluzioni vi era innanzitutto l’impossibilità da parte dell’amministratore di amministrare un condominio laddove non avesse conseguito almeno una laurea triennale. Inoltre la presunta legge presentata richiedeva l’obbligo di polizza assicurativa e di presentare tutti i bilanci alla Camera di Commercio.
Tuttavia adesso sembra esserci stato un dietrofront: il nuovo disegno mira a mantenere professionalità, ma con passaggi più graduali e meno repentini. Tra le novità vi è anche la possibilità di detrarre 500 euro del compenso dell’amministratore, ma scopriamo come e perché.
Se nel vecchio disegno l’amministratore di condominio poteva esercitare il suo ruolo soltanto con una laurea triennale e una certificazione unica attestata (lasciando molti condomini scoperti, pertanto), adesso il dietrofront riformula un po’ la richiesta di formazione. L’amministratore adesso potrà amministrare solo con certificazione UNI 10801:2024 se amministra edifici con più di 50 unità familiari o condomini con bilanci di oltre 100.000, obbligatoriamente per legge.
Viene bocciata anche la possibilità di nominare un amministratore interno deciso dagli altri membri degli edifici, a conferma di regolarizzare la mansione in maniera più professionale. Rimane la possibilità di sceglierne uno interno, ma solo se possa essere regolarmente qualificato alla mansione. Altro aspetto fondamentale sarà la trasparenza: difatti l’amministratore dovrà presentare online tutti i bilanci entro 30 giorni in un periodo trimestrale, pena la revoca della mansione.
Un altro aspetto della normativa abbraccia anche la responsabilità dell’amministratore: questi può ritenersi libero da ogni responsabilità civile, penale e amministrativa laddove il suo inadempimento derivi dalla morosità dei condomini. Viene quindi riconosciuta la ‘buona fede‘ dell’amministratore a discapito della cattiva condotta degli altri condomini e da fattori esterni a lui non controllabili.
Sulla questione mansione, l’amministratore verrà automaticamente rinominato tale ogni anno, salvo revoca o dimissioni da parte dello stesso, ma anche in quest’ultimo caso dovrà occuparsi di tutti quei casi gravi o che abbiano scadenze imminenti e il compenso sarà adeguato in base al tempo e al lavoro svolto. Infine, parlando di compenso e detrazione, sarà l’amministratore a decidere il compenso in modo analitico e al momento dell’accettazione, altrimenti il mandato sarà annullabile.
Il compenso dell’amministratore potrà essere regolarmente detratto solo e soltanto all’unità destinata ad abitazione principale e potranno essere detratti al massimo 500 euro per ogni annualità.
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